La green society esiste e ci offre nuove possibilità

Venerdì 1 dicembre a Monza, nella sala Woolf del Binario 7, Vittorio Cogliati Dezza ha presentato il libro Alla scoperta della green society. Erano presenti anche Alessandro Ghioni, presidente del circolo Legambiente di Lecco che gestisce l’Ostello del Monte Barro, e Ida La Camera, presidente del circolo Legambiente Vivere con stile di Milano, ideatrice del condominio green di via San Gregorio.

La serata, organizzata dal circolo Legambiente Alexander Langer di Monza, ha permesso di capire che cos’è la green society e perché è importante.

Il libro, nato dall’intuizione che nella società italiana si stavano creando e diffondendo diversi gruppi, che pur partendo da sensibilità diverse andavano a toccare le questioni ambientali, raccoglie 101 storie “esemplari” in diversi ambiti e con diversi obiettivi: recupero di aree dismesse, raccolta differenziata, ripopolamento di comuni abbandonati, orti urbani, riciclo, condomini green e molto altro.

Alcuni elementi accomunano tutte le esperienze raccolte nel libro:

  • l’innovazione sociale, lo sperimentare un modo diverso di interagire con gli altri, di collaborare e di convivere partendo da quello che si ha in comune
  • una nuova forma di welfare, che cerca di supplire alle mancanze del pubblico e che così facendo costruisce delle buone relazioni con gli altri
  • vengono realizzate da gruppi di persone non da singoli individui che così rispondono a bisogni e domande che non trovano ascolto
  • ma soprattutto è importante la motivazione che porta le persone ad impegnarsi: non c’è alcuna ideologia, ma una sorta di egoismo altruistico, nel senso che le persone si impegnano perché così stanno meglio, sono più soddisfatte. E la cosa più importante è che lo fanno insieme ad altri (mai da soli) e per il bene comune
  • quindi il superamento dell’individualismo estremo e la consapevolezza che i beni comuni hanno importanza anche per i singoli e sono imprescindibili
  • sono esperienze piccole, che non ambiscono ad uscire dal privato e non hanno una rappresentanza civile e politica

Nel corso della discussione è poi emerso il problema della rappresentanza e quindi dell’impatto che queste esperienze possono avere: come fare a far incontrare le esigenze che emergono dal basso con le iniziative strutturali che portano il cambiamento a tutti?

Ci sono esempi diversi: ad esempio gli orti urbani sono nati in modo spontaneo e poi sono stati regolamentati dagli enti locali. L’Ostello del Monte Barro è un esempio di gestione condivisa tra gli enti pubblici, la popolazione locale e i gruppi ambientalisti.

In altri casi i cambiamenti strutturali sono già avvenuti ma il compito di queste esperienze è quello di radicare la mentalità corrispondente ai cambiamenti.

Un’opinione pubblica sensibile ai temi dell’ambiente e consapevole dell’importanza di quello che ci circonda è sicuramente una maggiore difesa nei confronti di abusi o sfruttamenti.

Resta comunque aperta la domanda, e Legambiente si impegna a monitorare con costanza i cambiamenti e gli sviluppi della società italiana.

E’ comunque importante e incoraggiante scoprire e conoscere queste esperienze, il loro portato innovativo e l’esempio che possono essere per tutti noi.

Pubblicato in Green Economy